
Chiesa Maria SS degli Agonizzanti
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Gentile visitatore, ti diamo il benvenuto nella Chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti.
Questa guida è stata realizzata dalla Associazione Jonathan Livingston odv, con il patrocinio del Comune di Carini, grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Ministero della Cultura inserite nella Missione uno (Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo), e Componente tre (Turismo e Cultura quattro punto zero).
La Chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti è uno scrigno di storia, arte e spiritualità situato nel cuore di Carini. Edificata dopo il millecinquecentotrentanove, questa chiesa ha svolto un ruolo centrale nella vita religiosa della città, ospitando la Confraternita di Maria Santissima degli Agonizzanti, un'organizzazione religiosa fondata per assistere i morenti e fornire supporto spirituale nei momenti finali della vita. La sua struttura, gli affreschi e i decori riflettono l’influenza dello stile barocco siciliano, arricchito da elementi tardobarocchi che rendono ogni dettaglio un capolavoro.
La chiesa fu eretta inizialmente per servire la Confraternita di Maria Santissima degli Agonizzanti, istituita ufficialmente il primo giugno milleseicentoquarantatrè, sebbene la struttura sacra fosse già presente da circa un secolo. La confraternita si distingueva per il suo duplice ramo, maschile e femminile, e per il coinvolgimento di membri dell’aristocrazia locale. Tra queste, le tre figlie del Principe di Carini, Vincenzo Terzo La Grua Talamanca, contribuirono attivamente alla vita della congregazione.
Il ruolo della confraternita non si limitava alla sfera religiosa. I confratelli, si occupavano anche di attività benefiche, come l’assistenza alla preparazione dei defunti, ospitati nella cripta situata sotto la chiesa.
La famiglia La Grua Talamanca, una delle più influenti di Carini, ebbe un ruolo centrale nella storia della chiesa. Vincenzo Terzo La Grua Talamanca, in particolare, fu probabilmente il committente di alcuni degli affreschi che ancora oggi adornano le pareti e la volta della navata. La presenza di membri della famiglia nella confraternita testimonia il forte legame tra la chiesa e le tradizioni religiose e artistiche dell’epoca.
La struttura della chiesa si sviluppò nel corso dei secoli, adattandosi alle esigenze liturgiche e ai gusti artistici dei diversi periodi.
La chiesa fu inizialmente costruita nel sedicesimo secolo come una semplice struttura rettangolare, con un’aula unica destinata alle funzioni religiose e alla sepoltura dei confratelli nella cripta sottostante.
Successivamente tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo l’interno della chiesa fu arricchito con decorazioni a stucco, probabilmente realizzate dalla scuola di Giacomo Serpotta, che aggiunsero una dimensione teatrale e dinamica allo spazio.
Furono commissionati i grandi affreschi della volta e delle pareti laterali, che raccontano episodi della vita della Vergine Maria, opera di artisti come Filippo Tancredi e Filippo Randazzo.
L'esterno della Chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti, situata lungo l’attuale via Roma detta anche 1’antica “Corsa Vecchia”, è un esempio di come l’architettura sacra possa combinare semplicità strutturale e dettagli decorativi che invitano il visitatore a scoprire le meraviglie artistiche dell’interno. Il prospetto principale, ricostruito agli inizi del Novecento in stile neoromanico, riflette la volontà di aggiornare l’aspetto esterno della chiesa mantenendone l’eleganza e la sobrietà originarie, è caratterizzato da una composizione architettonica simmetrica e lineare, arricchita da elementi ornamentali di grande raffinatezza.
La facciata presenta un tetto a capanna che incornicia armoniosamente l’intero edificio. L’organizzazione in triplo ordine decorativo conferisce alla struttura un senso di verticalità e armonia. L’ordine di simmetria è scandito dai due piccoli portali, ciascuno ornato da cornici geometriche semplici ma eleganti, questi rappresentano l’accesso principale al vestibolo, anticipando la suddivisione interna della navata unica.
Al centro della facciata si trova una finestra rettangolare, incorniciata da motivi decorativi che ne esaltano la semplicità e la funzione di punto focale. Al di sopra, un rosone cieco funge da elemento ornamentale, aggiungendo equilibrio alla composizione complessiva.
Ai lati della facciata si ergono le due torri campanarie, integrate armoniosamente nella struttura. Queste torri, sebbene semplici nella decorazione, aggiungono una nota di verticalità e richiamano l’architettura romanica.
Ma adesso, gentile visitatore, ti invito a proseguire la tua visita all’interno della Chiesa.
Entrare nella Chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti significa immergersi in un mondo di arte e spiritualità. L’interno, caratterizzato da una ricchezza decorativa tipica del barocco siciliano, colpisce immediatamente per la sua opulenza e per la capacità di coinvolgere il visitatore in un’esperienza sensoriale e spirituale unica.
La pianta della chiesa è semplice, ma altamente funzionale e simbolica, l’interno si sviluppa lungo un’unica navata, culminante in un coro rettangolare, che ospita l’altare maggiore. La linearità della pianta crea un senso di profondità, accentuato dagli ornamenti e dagli affreschi che guidano lo sguardo verso l’coro. Si accede all’aula attraverso un vestibolo rettangolare, che introduce gradualmente alla magnificenza dell’interno. Due piccoli ingressi laterali conducono direttamente al vano principale.
Osservate le pareti e le volte: sono decorate con stucchi dorati, realizzati dalla scuola di Giacomo Serpotta, un maestro del barocco siciliano. Questi dettagli brillanti catturano la luce, donando all’ambiente un’atmosfera quasi celestiale.
Putti dorati in varie pose adornano le pareti e le cornici, conferendo movimento e gioia all’intero spazio. Festoni di melagrane, acanto e grappoli di frutta decorano i cornicioni, simboli di abbondanza e spiritualità.
A circa due metri d’altezza, un cornicione perimetrale separa lo spazio che ospita quattro aquile in diverse posizioni, sormontate da putti, sembrano sorreggere le cornici realizzate con putti e foglie di acanto entro cui sono realizzati degli splendidi affreschi.
La chiesa è decorata con una serie di scene che narrano la vita della Madonna, tema centrale della decorazione pittorica. Questi capolavori sono attribuiti a due grandi artisti del barocco siciliano: Filippo Tancredi e Filippo Randazzo.
Ogni lato della navata presenta tre affreschi principali.
La luce naturale, filtrata dalle finestre laterali, mette in risalto i colori vivaci e i dettagli narrativi di ogni scena.
Iniziando dal lato destro, subito dopo il vestibolo, possiamo ammirare la Visitazione. La scena, raffigura l’incontro tra la Vergine Maria e Santa Elisabetta. Maria è mostrata in un atteggiamento di umiltà e grazia, mentre Elisabetta la accoglie con gioia. Gli angeli sopra le due figure aggiungono un senso di movimento celeste. Il gioco di luci e ombre accentua l’intimità del momento, mentre i colori pastello rendono la scena delicata e spirituale.
Subito dopo, l’affresco della Presentazione di Gesù al Tempio. La scena mostra Maria e Giuseppe che presentano il Bambino Gesù al sommo sacerdote Simeone. Il sacerdote tiene il Bambino con un’espressione di venerazione, mentre i genitori mostrano un atteggiamento di devozione. L’opera rappresenta la consacrazione di Gesù, sottolineando la sua missione divina.
Sotto questo affresco è posto un teatrino in stucco raffigura l’agonia di San Giuseppe, assistito da Gesù e Maria.
L’ultimo affresco del lato destro rappresenta l’Assunzione di Maria. Nell’affresco, Maria è rappresentata mentre ascende al cielo, circondata da angeli in volo. Gli apostoli, posti in basso, osservano il miracolo con espressioni di meraviglia. L’uso di tonalità dorate e azzurre crea un’atmosfera eterea e trascendente, esaltando il tema della glorificazione divina.
Sul lato sinistro altri tre affreschi.
Il primo subito dopo l’altare maggiore rappresenta l’Immacolata. Qui, Maria è raffigurata con le mani giunte, circondata da angeli e simboli mariani come la luna, le stelle e il serpente sotto i suoi piedi. L’opera esalta la purezza e la santità di Maria, utilizzando colori vivaci e un’illuminazione che sottolinea la centralità della figura.
Il secondo affresco rappresenta il momento della Nascita di Maria, con Sant’Anna che tiene la neonata in braccio, circondata da donne che assistono con gioia. Le figure sono disposte in una composizione circolare che guida lo sguardo verso la Vergine neonata, simbolo di speranza e purezza.
Sotto questo affresco è posto un teatrino in stucco che raffiguro la “Dormitio Virginis” la dormizione della Vergine Maria circondata dagli angeli.
L’ultimo affresco, posto sulla parete sinistra accanto al vestibolo, rappresenta la Presentazione della Vergine al Tempio. In esso si mostra la giovane Maria che, accompagnata dai suoi genitori, sale i gradini del tempio. La scena è piena di dinamismo, con Maria al centro in un atteggiamento di determinazione e grazia. La scena rappresenta l’offerta di Maria a Dio, un tema centrale nella sua spiritualità.
Tutti gli affreschi sono incastonati in un contesto decorativo che amplifica la loro bellezza e il loro significato. Intorno a ogni affresco si trovano ghirlande di fiori e frutta, simboli di abbondanza e vita eterna. I putti che sovrastano gli affreschi aggiungono un senso di gioia e leggerezza. I cornicioni che ospitano le opere sono decorati con motivi floreali e geometrici, creando un senso di continuità tra le diverse scene.
Mentre si percorre la navata della chiesa, gli affreschi guidano lo sguardo e lo spirito in un viaggio attraverso la vita della Vergine Maria. Ogni scena, con i suoi dettagli narrativi e simbolici, invita alla riflessione e alla contemplazione.
Gli affreschi delle pareti laterali della Chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti non sono solo opere d’arte, ma un vero e proprio racconto visivo della fede cristiana. La maestria di artisti come Filippo Tancredi e Filippo Randazzo si riflette nella bellezza e nella profondità spirituale di ogni scena, rendendo queste opere un elemento imprescindibile della visita alla chiesa.
Ma adesso, gentile visitatore ti invito a posare lo sguardo sull’affresco della volta della Navata centrale che rappresenta l’Incoronazione della Vergine.
Maria è rappresentata mentre viene incoronata Regina del Cielo dalla Santissima Trinità, con Dio Padre, il Figlio e lo Spirito Santo che dominano la composizione. Gli angeli circondano la Vergine, creando un movimento circolare che guida lo sguardo verso il centro della scena. I colori vivaci e le tonalità dorate accentuano la sacralità della scena, mentre il contrasto tra luci e ombre conferisce profondità e dinamismo.
Attorno a questa rappresentazione centrale, poco sotto, si dispongono simmetricamente altri affreschi.
Guardando verso l’altare, al centro, sopra l’arcata è posizionato l’affresco con l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria. L'Arcangelo è inginocchiato a sinistra, con un'espressione solenne e un gesto che indica il messaggio divino. La Vergine Maria è sulla destra, vestita con un mantello blu e una tunica rossa, colori tradizionali che simboleggiano la divinità (il blu) e l’umanità (il rosso). Al centro, in alto, all'interno di una cornice barocca dorata, si trova una colomba bianca, che rappresenta lo Spirito Santo, irradiato da una luce dorata e circondato da nubi celesti.
Spostando lo sguardo alla destra di questo affresco, all’angolo sorretto da un angelo è posizionato all’interno di un tondo dorato l’evangelista San Marco e sopra di esso un mezzo busto raffigurante Sant’Oliva.
Ancora dopo, sopra una conchiglia dorata sorretta da un angelo, nella lunetta è realizzato l’affresco dell’ascensione di Cristo Signore. Cristo ascende al cielo tra nubi e angeli, e nella parte bassa sono rappresentati gli apostoli in preghiera.
Nella scena successiva posta a destra, anche in questo caso sopra una conchiglia dorata sorretta da un angelo vi è l’affresco della Natività. La Madonna è posta al centro che sorregge il telo su cui è adagiato il Bambino Gesù, alle sue Spalle sulla destra San Giuseppe con il mantello giallo ocra. Attorno sono posti i Pastori mentre offrono i loro doni al Bambino.
Ancora dopo, all’angolo, un angelo sorregge un tondo finemente decorato con stucchi l’affresco, che incastona dell’evangelista San Giovanni: La combinazione di tunica verde e manto rosso è comune nelle raffigurazioni del santo, dove il verde simboleggia speranza e rivelazione, mentre il rosso indica l’ amore divino. Sopra di esso un mezzo busto raffigurante Santa Rosalia.
Sulla parete di fondo ci sono due putti che tengono in mano un cartiglio con la scritta “Silentium”; ai lati vi sono due affreschi che rappresentano l’arcangelo Michele alla sinistra e l'Angelo Custode alla destra.
Continuando, alzando lo sguardo verso l’angolo, un angelo, sorregge un tondo finemente decorato con stucchi in cui è posizionato l’affresco dell’evangelista Luca: La tunica chiara con il manto scuro richiama l’iconografia classica del Santo. Sopra di esso un mezzo busto raffigurante Santa Ninfa.
Nella scena successiva posta a destra, anche in questo caso sopra una conchiglia dorata sorretta da un angelo vediamo l’affresco dell’Adorazione dei Re Magi. La Vergine Maria, vestita con un mantello blu e una tunica rossa, è seduta con il Bambino Gesù in braccio, in un gesto di offerta e accoglienza. Il Bambino Gesù è rivolto verso uno dei Magi inginocchiato davanti a lui, in segno di accettazione del dono e della venerazione che gli è dovuta. San Giuseppe, con una veste più scura e in posizione leggermente arretrata, osserva la scena con espressione riflessiva, tipico delle rappresentazioni iconografiche dell'Adorazione. Il primo Re Magio, un uomo anziano con barba bianca, è inginocchiato davanti a Gesù e sembra offrire un dono. Indossa un manto dorato decorato, tipico delle vesti regali. Gli altri due Magi sono in piedi, in attesa del loro turno per offrire i loro doni. Sono vestiti con abiti sontuosi e hanno espressioni di meraviglia e devozione.
Accanto un altro affresco: La Pentecoste. Gli apostoli insieme a Maria, ricevono lo Spirito Santo sotto forma di lingue di fuoco, una scena ricca di simbolismo e movimento. La Madonna è seduta al centro, vestita con una tunica rossa e un mantello blu, i colori tradizionali della sua iconografia. Gli Apostoli sono disposti in semicerchio, con gesti di stupore e contemplazione, alcuni con le mani alzate o poggiate sul petto. In alto si vede la colomba dello Spirito Santo, simbolo della presenza divina, circondata da una luce dorata che si diffonde sulla scena.
Ancora dopo, all’angolo, un angelo sorregge un tondo finemente decorato con stucchi con l’affresco di San Matteo. Il santo è rappresentato con il libro del Vangelo aperto, in posizione di scrittura, poiché secondo la tradizione il suo Vangelo fu il primo ad essere scritto. Sopra di esso un mezzo busto raffigurante Santa Rosalia.
La luce mette in risalto i colori e le dorature degli affreschi, creando un contrasto suggestivo con le ombre delle decorazioni in stucco. L’effetto complessivo è quello di un ambiente celestiale, progettato per elevare lo spirito e avvicinare i fedeli alla dimensione divina.
Ma adesso, gentile visitatore ti invito a portarti verso il coro della chiesa con l’altare maggiore.
Questo spazio della Chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti rappresenta il cuore sacro e artistico dell’edificio. Ricco di decorazioni, affreschi e opere scultoree, questo spazio combina armoniosamente il messaggio spirituale e la bellezza visiva, coinvolgendo i visitatori in un’esperienza che stimola sia la contemplazione religiosa che l’ammirazione per l’arte barocca.
Il coro, di forma rettangolare, si sviluppa come il naturale culmine della navata unica. La disposizione dello spazio è progettata per concentrare l’attenzione sull’altare maggiore e sulla decorazione pittorica e scultorea che lo sovrasta.
Il coro è incorniciato da un grande arco trionfale decorato con stucchi dorati, che funge da elemento di transizione tra la navata e lo spazio dell’altare maggiore.
Sopra il coro, una cupola semicircolare decorata con motivi simbolici, che aggiunge profondità e solennità allo spazio.
Ma scopriamo nel dettaglio questo meraviglioso tesoro.
L’altare maggiore è un vero capolavoro, sormontato da una pala d’altare che rappresenta la Madonna degli Agonizzanti. La pala è attribuita a Rosalia Novelli, figlia di Pietro Novelli, con possibili interventi del padre. L’opera raffigura Maria in un momento di intensa spiritualità, circondata da angeli e fedeli. I colori caldi e le tonalità dorate conferiscono all’opera un senso di luminosità e trascendenza. La composizione è bilanciata e armoniosa, con figure disposte in una disposizione piramidale che guida lo sguardo verso la Madonna.
La tela alla destra del coro rappresenta la Sacra Famiglia. Maria, Giuseppe e Gesù sono dipinti in un momento di intimità familiare, evidenziando il loro ruolo centrale nella spiritualità cristiana.
La tela alla sinistra del coro, rappresenta San Giuseppe che Sogna. L’artista ha dipinto Giuseppe durante il sogno in cui l’angelo gli appare per guidarlo. I dettagli pittorici sottolineano la serenità e la sacralità del momento.
Spostando il tuo sguardo poco più avanti e verso l’alto, si apre agli occhi la Cupola, uno degli elementi architettonici e decorativi più affascinanti del complesso. Questo capolavoro barocco, arricchito da affreschi, motivi ornamentali e simboli di grande profondità spirituale, incarna l’essenza della devozione mariana e della tradizione artistica siciliana.
Alla base della cupola, tra le decorazioni in stucco dorato, si trovano quattro affreschi incorniciati da stucchi dorati, raffiguranti figure maschili con espressioni solenni e atteggiamenti ieratici.
Queste rappresentazioni, collocate nei pennacchi della cupola, raffigurano i Quattro Profeti.
Nella prima lunetta in alto a sinistra: Il Re David con la corona e la Lira.
Nella seconda lunetta in alto a sinistra: Il Profeta Mosè raffigurato con le Tavole della Legge.
Nella prima lunetta in alto a destra: Il Re Salomone è raffigurato con l’indice proteso segno del suo giudizio.
Nella seconda lunetta in alto a destra: il profeta Elia viene raffigurato mentre tiene in mano una fiamma.
Al centro di ciascun lato della base della cupola, tra gli stucchi dorati e le figure angeliche, si trovano dei medaglioni sorretti da putti con iscrizioni latine.
“Civitas Dei” che significa Città di Dio, la scritta PS ottantasei richiama il salmo ottantasei che parla di misericordia, giustizia e protezione divina
“Spes Vite” che significa Speranza di vita e la scritta sottostante richiama probabilmente un verso del libro del Siracide che parla della giustizia Divina.
“Inme Gratia” che significa In me è la Grazia e la scritta sottostante richiama il capitolo 24 del Siràcide che descrive la grazia divina come fonte di amore e saggezza
Sopra questi elementi si erge il tamburo ottagonale, che funge da base della cupola, è decorato con affreschi e elementi architettonici dipinti che simulano colonne e cornici in prospettiva, con 4 nicchie decorate dentro cui sono affrescate delle statue che rappresentano le quattro Allegorie: la Fede, la Fortezza, La Temperanza, La Prudenza, intervallate da Finestre di luce incorniciate da Stucchi.
La calotta della cupola è decorata con un grande affresco di ascensione e gloria celeste, con Figure angeliche e santi immersi tra nuvole in un movimento circolare, tipico del barocco.
Alla base della calotta della cupola, agli angoli dell’ottagono sono affrescati dei medaglioni raffiguranti figure femminili che rappresentano otto Sibille.
L’oculo centrale, potrebbe essere stato un tempo aperto per far filtrare la luce naturale.
L’uso della prospettiva crea un effetto illusionistico di apertura verso il cielo.
In fondo alla chiesa, accessibile tramite una scala situata nel vestibolo, è situata sotto la navata principale della Chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti, la cripta. Un ambiente suggestivo che combina aspetti funzionali, simbolici e spirituali. Questo spazio, era destinato alla sepoltura dei confratelli della Confraternita di Maria Santissima degli Agonizzanti, un ordine religioso noto per l'assistenza ai morenti. La cripta rappresenta una testimonianza significativa delle tradizioni funerarie siciliane e offre un’ulteriore dimensione alla comprensione della vita religiosa e sociale di Carini.
La cripta è progettata con un layout semplice, ma pieno di significato, riflettendo la funzione sacra e utilitaria dello spazio.
La cripta si sviluppa in un ambiente rettangolare, con un soffitto a volta ribassata per garantire la stabilità strutturale della chiesa sovrastante. Il pavimento, costituito da lastre di pietra calcarea, conserva segni dell’usura e della storia secolare. Uno degli elementi più distintivi della cripta è rappresentato dai colatoi, strutture tipiche della tradizione funeraria siciliana.
I colatoi sono nicchie con sedili inclinati scavati lungo le pareti della cripta, progettati per l’essiccazione dei cadaveri. Questo processo, che poteva durare mesi, permetteva di ridurre i corpi a ossa secche, successivamente raccolte in appositi contenitori.
Questo metodo di sepoltura rifletteva la credenza nell’importanza della purificazione del corpo prima del giudizio divino.
Era anche una pratica dettata da esigenze igieniche e di spazio, particolarmente rilevante in contesti urbani densamente popolati.
Sebbene la cripta non presenti decorazioni elaborate come la navata principale, il suo spazio e gli elementi simbolici trasmettono un senso di sacralità e raccoglimento.
La cripta era strettamente legata alla vita della Confraternita di Maria Santissima degli Agonizzanti. Questo spazio fungeva non solo da luogo di sepoltura, ma anche da area per cerimonie commemorative e preghiere per i defunti.
La confraternita, composta da un ramo maschile e uno femminile, riservava sezioni separate per la sepoltura dei propri membri.
Nei registri della confraternita, noti come Rollo, si trovano dettagli sulla gestione delle sepolture, inclusi nomi dei confratelli, norme morali e rituali commemorativi.
La cripta della Chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti è una preziosa testimonianza della tradizione funeraria siciliana e della spiritualità della confraternita. Questo luogo non è solo una reliquia del passato, ma un simbolo della profonda connessione tra vita, morte e fede che caratterizzava la comunità di Carini.
Gentile visitatore, ti ringraziamo per aver visitato questo luogo e ti invitiamo a proseguire il tuo viaggio alla scoperta della storia e della architettura della città di Carini.