
Chiesa della Madonna del Rosario
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Gentile visitatore.
Ti diamo il benvenuto nella Chiesa del Rosario.
Siamo onorati che tu abbia scelto di visitare questa Chiesa, ti accompagneremo all'interno e ti racconteremo la sua storia, scegli la tua lingua e goditi questa eccezionale esperienza.
La Chiesa del Rosario, edificata tra il millecinquecento sessantasei e il millecinquecento settanta, grazie al contributo di Gilberto La Grua Talamanca, fratello del Barone Vincenzo II La Grua Talamanca, è un esempio affascinante di architettura religiosa tardo rinascimentale siciliana, arricchita da successivi interventi barocchi e decorazioni di pregio. La sua struttura unisce semplicità e monumentalità, incarnando la spiritualità dell’ordine Domenicano.
La facciata della chiesa, si presenta semplice nella sua impostazione architettonica, probabilmente per un intervento di restauro effettuato nella seconda metà del mille novecento, mentre il prospetto laterale destro, prospicente lungo la via Gesù e Maria, presenta l’impostazione originaria mettendo in evidenza il sistema costruttivo di conci di tufo sovrapposti, legati tra loro da semplice malta, sono evidenti nel primo ordine alcune finestre chiuse che probabilmente permettevano l’illuminazione interna della chiesa essendo realizzati in corrispondenza delle cappelle interne.
Gentile Visitatore ti invito adesso ad entrare all’interno della chiesa e a scoprire questo particolare tesoro.
Entrando nella chiesa, si è accolti in un’aula rettangolare con navata unica, una scelta architettonica tipica delle chiese domenicane, pensata per facilitare la predicazione e la partecipazione collettiva.
La navata unica enfatizza la profondità dello spazio, guidando lo sguardo verso il presbiterio e l’altare maggiore. Le pareti laterali, alte e lisce, sono interrotte da cappelle profonde che ospitano opere d’arte e simulacri.
La volta che copre l’intera navata, è stata restaurata di recente. Un tempo decorata con rabeschi e fregi monocromatici del mille e settecento. Oggi di questi affreschi non ne rimane più traccia.
Lungo le pareti laterali della navata si dispongono otto cappelle, quattro per lato. Questo percorso ci guida attraverso i momenti salienti della tradizione mariana e domenicana, tra sculture, tele e decorazioni che testimoniano la maestria artistica del passato.
Nella prima Cappella posta a sinistra dell’ingresso, all’interno della bara in vetro è posto il simulacro in legno del Cristo Morto, e sopra di esso all’interno della nicchia centrale è posta la statua della Madonna Addolorata. Entrambe le opere sono realizzate in legno, dallo scultore Piscitello, sono state realizzate tra il mille ottocento ottantacinque e il mille ottocento ottantotto. Le statue sono protagoniste della processione del Venerdì Santo, guidata dalla congregazione dei Trentatré e dello Spirito Santo, è uno degli eventi più partecipati e sentiti dei riti della settimana santa. Il Cristo giace nel suo sepolcro, mentre l’Addolorata, con un’espressione di intenso dolore, guarda il corpo del Figlio.
Subito dopo, la seconda cappella. Al di sopra dell’altare ligneo è posto un quadro raffigurante San Domenico in Soriano del milleseicento ottantaquattro opera di Francesco Camaro. Il Santo è ritratto in preghiera, con una visione della Madonna che benedice il fondatore dell’ordine. L’opera è incastonata in una cornice lignea intagliata, posta all’interno di una nicchia incorniciata da stucchi in gesso con rabeschi e foglie di acanto dipinte d’oro tipiche dello stile barocco.
Ti invito adesso a porre lo sguardo sulle colonne affrescate addossate alle pareti, che si intermezzano tra le cappelle.
Gli affreschi risalgono all’edificazione della Chiesa, e rappresentano volte e rabeschi, ed anche in questo caso, puttini affrescati per rendere le figure tridimensionali. Tali affreschi vengono realizzati per sostenere il culto Mariano e la preghiera del Rosario, che si diffondono in quell’ epoca.
Nella colonna addossata alla parete posta tra la prima e la seconda cappella gli angeli sorreggono la figura di Sant’ Ignazio, nella colonna addossata alla parete posta tra la seconda e la terza cappella gli angeli sorreggono l’immagine di San Francesco di Paola.
La terza cappella è la cappella della Famiglia La Grua Talamanca, ne abbiamo certezza poiché alla base degli affreschi delle colonne laterali è posto lo stemma della Famiglia ed è in questa Cappella che come riportato nel volume uno dei morti dell’archivio parrocchiale viene sepolta il primo Dicembre del millecinquecento sessantanove Joannella La Grua Talamanca figlia di Vincenzo II e Laura Lanza di Trabìa.
La cappella gentilizia presenta un altare marmoreo con un elegante tabernacolo, sopra di esso è posta una tela della Madonna del Rosario, attribuita a Vincenzo degli Azani detto “da Pavia”. La Vergine è raffigurata con il Bambino, che porge il Rosario ai fedeli, accompagnata da angeli e santi domenicani. La tela è incassonata tra due colonne in bassorilievo e una trabeazione finemente decorata in oro. Nell’ archivolto interno della cappella sono poste quindici tele quadrangolari che rappresentano i misteri del Rosario.
All’interno della quarta Cappella sopra l’altare ligneo è posta una tela raffigurante San Tommaso D’Acquino, il Santo riconoscibile negli abiti Domenicani della veste bianca con sopra il mantello nero ha sul petto un simbolo luminoso che richiama il sole della sapienza divina. Questo elemento è molto ricorrente nella sua tradizione iconografica poiché il Santo è uno dei più grandi filosofi e teologi cristiani. Nella mano sinistra tiene un libro, simbolo della sua vasta produzione teologica mentre nella mano destra impugna il giglio, segno di purezza. Alle sue spalle si vede un altare con un crocifisso ed un ostensorio che contiene l’eucaristia, segno nevralgico della dottrina teologica cristiana, la scena è arricchita dalla presenza di tre angeli che sorreggono segni simbolici. All’interno della Cappella sono poste due statue, alla destra la statua di Sant’ Eligio raffigurato in abiti vescovili tra cui la mitra riccamente decorata e il piviale ornato con elementi floreali. La statua posta a sinistra della Cappella è quella di San Leonardo raffigurato con l’abito Domenicano, nella mano sinistra tiene un libro simbolo della regola monastica, mentre la mano destra che si solleva indica l’insegnamento a cui il santo era dedito nelle sue opere di carità per i più deboli e bisognosi.
Posando lo sguardo sulla colonna addossata alla parete tra la terza e la quarta cappella sorretto da angeli troviamo un affresco raffigurante San Francesco di Sales.
Gentile visitatore ti invito adesso a raggiungere l’altare maggiore.
Alla tua sinistra all’interno di una piccola nicchia decorata da una cornice in oro spicca un bassorilievo marmoreo della Madonna delle Grazie realizzata da Giacomo Gagini nel millecinquecento sessantuno. Sopra di essa una tela del XVIII secolo raffigurante la Madonna con i Frati Cappuccini, tra i quali il Beato Bernardo da Corleone, San Lorenzo da Brindisi e Padre Fedele da San Biagio.
L’altare Maggiore è interamente realizzato in legno su quattro distinte elevazioni rastremate verso l’alto tale da dare maggiore profondità alla composizione architettonica. Sui frontali sono applicate distintamente delle tavelle lignee finemente decorate come se fossero realizzate in pietra di onice al centro della composizione è posto un elegante tabernacolo anch’esso ligno con una piccola cupola che ne slancia la struttura. Sull’abside sono presenti ancora gli affreschi originali risalenti all’edificazione della chiesa. In particolare si nota la presenza di quattro colonne tornite e terminati con capitelli corinzi tra le quali si aprono due finestre ad arco che immettono in uno spazio figurativo che sembra sondare le pareti della chiesa intercettando lo spazio esterno. Tra l’altare e l’affresco una struttura di recente costruzione fa da basamento su sui è collocato il simulacro della Madonna Del Rosario con San Domenico
Sulla parete a destra dell’altare maggiore è posta una tela raffigurante la Madonna con San Francesco e Sant’ Antonio.
Gentile visitatore proseguendo la visita sulla sinistra troverai una cappella dedicata al Santissimo Crocifisso, la statua lignea del Santissimo è posta all’interno della nicchia è di autore ignoto. Proseguendo nella colonna addossata alla parete è posta una nicchia, un tempo vano di accesso al pulpito ligneo da cui i celebranti officiavano i sermoni. A questo vano si accede ancora oggi attraverso una piccola porta posta all’interno della cappella del Santissimo Crocifisso. La seconda cappella è dedicata al Sacro Cuore di Gesù, la statua posta al centro della cappella è di autore ignoto.
Proseguendo con lo sguardo nell’affresco della colonna addossata alla parete tra la seconda e la terza cappella gli angeli sorreggono l’immagine di Sant’Antonino.
Nella terza cappella incastonato in una cornice realizzata a stucco e realizzata in oro è posta la tela di San Francesco Ferreri, opera attribuita ai fratelli Manno, allievi del pittore Vito D’Anna. Correndo con lo sguardo sull’affresco della colonna addossata alla parete si scorge in alto l’immagine della Beata Joanna sorretta dagli Angeli con la quale si termina il ciclo del culto del rosario.
Nella quarta ed ultima cappella è posizionata la tela di Santa Rosa da Lima anch’essa attribuita ai fratelli Manno. La Santa è raffigurata in posizione centrale con l’abito Domenicano e le mai tese verso la Vergine con in braccio il bambino, avvolti da un alone di luce Gesù sembra benedire la Santa circondata da numerosi angeli che portano corone di rose simbolo di purezza, sacrificio e devozione.
Ponendo in fine lo sguardo sulla facciata del contro altare l’affresco realizzato crea un immagine prospettica di altissimo impatto scenografico, il vano posto sopra il portale di ingresso sembra essere sorretto da sei colonne corinzie uno spazio che sembra affacciarsi all’interno della navata centrale, attraverso un balcone classico inserito in uno spazio la cui volta ha un vano circolare aperto verso il cielo al di sotto del parapetto e riportata la frase “DOMUS MEA DOMUS ORATIONIS” che tradotto dal latino significa la mia casa è una casa di preghiera.
Gentile visitatore, si conclude qui il nostro racconto.
La Jonathan Livingston odv ti ringrazia per aver visitato la Chiesa del Rosario.