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Chiesa della Madonna del Carmine

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Gentile visitatore,

Ti diamo il benvenuto alla Chiesa del Carmine.

Siamo onorati che tu abbia scelto di visitare questo luogo, ti accompagneremo al suo interno, e ti racconteremo la sua storia. 

La Chiesa del Carmine di Carini, rappresenta una delle testimonianze più significative del patrimonio religioso e culturale della Città. Fondata tra il millecinquecentosessantasei e il millecinquecentosettantuno, questa struttura non è solo un luogo di culto, ma anche un punto di riferimento storico, artistico e sociale.

La costruzione della chiesa ebbe inizio nella seconda metà del XVI secolo, quando il Capitolo Provinciale dei Carmelitani decise di stabilire una casa a Carini come parte della loro espansione in Sicilia. Il Barone Vincenzo II La Grua Talamanca fornì il terreno e un gruppo di case per la costruzione del convento e della chiesa. Il frate Antonio del Bosco, cugino del barone e vicario del convento, fu tra i principali promotori del progetto.

L’esterno della Chiesa del Carmine di Carini si presenta con una sobria eleganza, tipica delle architetture religiose siciliane della seconda metà del XVI secolo. La facciata e gli elementi circostanti uniscono semplicità e armonia, riflettendo la funzione spirituale e la connessione con il contesto storico e sociale della comunità locale.

La facciata principale, pur essendo sobria rispetto alle decorazioni interne, è caratterizzata da una composizione equilibrata che esprime l’essenzialità dello stile rinascimentale con influenze locali.

Alzando gli occhi, alla tua sinistra, lo sguardo scorre uno degli elementi più distintivi dell’esterno, la torre campanaria, un’opera che combina elementi di stile arabo e rinascimentale, creando un connubio unico.

La torre si sviluppa su più livelli, ognuno decorato con cornici marcapiano. Le aperture ad arco, progettate per ospitare le campane, sono in stile arabeggiante, una testimonianza dell’influenza culturale islamica ancora presente nell’architettura siciliana.

 La torre ospita campane armoniose, che con il loro suono scandiscono il tempo e accompagnano le celebrazioni liturgiche.

Adiacente alla chiesa si trova il convento carmelitano, con cui la struttura religiosa è strettamente collegata.

Il convento è collegato alla chiesa da una porta posta all’interno della sacrestia, la quale immette direttamente nel chiostro del convento.

 

L’uso di materiali locali e lo stile coerente tra chiesa e convento riflettono l’unità progettuale dell’intero complesso.

La chiesa fu costruita grazie a lasciti pii e donazioni, anche da parte della nobile famiglia La Grua. Questi contributi testimoniano l’importanza del Carmine come centro spirituale e sociale.

Sebbene l’esterno sia stato restaurato in più occasioni, esso conserva ancora gran parte delle sue caratteristiche originali, offrendo uno spaccato autentico dell’architettura del periodo.

Osservando l’esterno della Chiesa del Carmine, si percepisce un senso di solennità e semplicità. La torre campanaria, le scale in pietra e il portale d’ingresso invitano il visitatore a entrare in uno spazio sacro, mentre i dettagli architettonici, pur essenziali, parlano di una comunità devota e attenta alla bellezza.

L’esterno della Chiesa del Carmine è un perfetto esempio di come l’architettura religiosa siciliana del XVI secolo unisca armonia, funzionalità e spiritualità. La sobrietà delle linee e la cura dei dettagli riflettono un profondo rispetto per la tradizione e il culto, rendendo questa chiesa non solo un luogo di preghiera, ma anche un simbolo della storia e dell’identità culturale di Carini.

Ma adesso, caro visitatore, ti invito ad entrare al suo interno.

Entrando nella Chiesa del Carmine di Carini, ci si immerge in un ambiente che unisce la solennità del culto alla raffinatezza artistica. L'interno, a navata unica con cappelle laterali e un coro maestoso, è arricchito da affreschi, sculture e decorazioni che raccontano una storia di fede e bellezza.

L'interno della chiesa è caratterizzato da un’aula spaziosa con volta reale, progettata per enfatizzare la verticalità e la luminosità.

La pianta rettangolare della navata centrale guida lo sguardo verso l’altare maggiore, creando un forte senso di profondità.

La volta a botte, recentemente restaurata, domina lo spazio. In origine era interamente decorata da rabeschi e figure monocromatiche dipinte da Giuseppe Brusca e dalla scuola di Vincenzo Blandino. Sebbene alcune di queste decorazioni siano andate perdute, i frammenti rimasti nelle pareti laterali e nel coro offrono un’idea della maestria degli artisti.

Ogni lato della navata presenta cappelle profonde, dedicate a santi e momenti significativi della tradizione carmelitana.

Gli affreschi, sebbene non completamente conservati, raccontano un linguaggio artistico raffinato e spirituale.

Le decorazioni in bianco e nero, tipiche dello stile del Brusca, si distinguono per la precisione dei dettagli e la capacità di creare profondità e dinamismo con un uso limitato del colore.

 Proseguendo lungo la navata centrale, lo sguardo si posa sull’altare maggiore, il punto focale dell’intera chiesa. Questo spazio sacro rappresenta il fulcro delle celebrazioni liturgiche e un concentrato di arte e spiritualità. Sopra di esso, il coro si erge maestoso, ospitando un antico organo che amplifica l’atmosfera solenne dell’intero ambiente. Ma lo descriveremo nel dettaglio non appena giunti lì.

Adesso ti invito a porre lo sguardo lungo le pareti laterali della navata centrale della Chiesa del Carmine. Ai suoi lati si aprono otto cappelle, quattro per lato, ognuna dedicata a un santo o a una scena della tradizione cristiana. Queste cappelle rappresentano un percorso spirituale e artistico, dove ogni elemento, dai dipinti alle statue, dagli stucchi alle decorazioni racconta una storia di devozione e bellezza.

La Prima Cappella a Sinistra ospita le statue di San Cosma e San Damiano. Le statue, risalenti al XVII secolo di autore ignoto, sono scolpite con attenzione ai dettagli anatomici e ai panneggi, esprimendo la dignità e la fede dei due martiri. I santi sono venerati per il loro martirio e la loro opera di guarigione. La volta della cappella conserva tracce di decorazioni pittoriche, che rappresentano simboli della medicina e scene del loro martirio.

La seconda Cappella a Sinistra è dedicata alla Madonna del Carmine, un punto focale della devozione carmelitana.

L'opera posta al centro della cappella, raffigura una scena sacra incentrata sulla Madonna col Bambino, identificabile come la Madonna di Trapani, una delle icone mariane più venerate in Sicilia, associata all’Ordine Carmelitano. La Vergine è posta al centro della composizione, vestita di bianco e azzurro, con il Bambino Gesù in braccio, che porta una corona regale e tiene un oggetto in mano, simbolo del potere divino. Attorno a lei sono presenti diverse figure religiose appartenenti all’Ordine Carmelitano, riconoscibili dall’abito tradizionale costituito da una tunica marrone e un mantello bianco. Il Frate con la torcia (in alto a sinistra) rappresenta San Giovanni della Croce, dottore della Chiesa e grande mistico carmelitano, che contribuì alla riforma dell’Ordine. La torcia che tiene simboleggia l’illuminazione spirituale e il fervore della fede. Il Frate con il giglio (a destra) è San Angelo di Sicilia, un martire carmelitano molto venerato, noto per il suo sacrificio in difesa della fede cristiana. La Suora con la corona di spine (in basso a sinistra) è identificata con Santa Maria Maddalena de' Pazzi, mistica fiorentina dell’Ordine Carmelitano, famosa per le sue esperienze estatiche e per il suo desiderio di partecipare alla Passione di Cristo. La corona di spine simboleggia la sua unione con le sofferenze di Gesù. La suora accanto al vescovo (inginocchiata al centro, della composizione rappresenta Santa Teresa d’Avila, la grande riformatrice del Carmelo. Il suo gesto di preghiera e l’espressione estatica sono coerenti con le numerose visioni mistiche da lei descritte nei suoi scritti. Il vescovo (seduto a destra), riconoscibile per il pastorale e la mitra, è Sant'Alberto di Trapani, uno dei santi carmelitani più venerati in Sicilia, noto per la sua vita di santità e per i miracoli attribuiti alla sua intercessione. L’opera enfatizza la devozione dell’Ordine Carmelitano alla Madonna di Trapani, raffigurando i suoi principali santi e mistici in atteggiamento di venerazione. La presenza del vescovo sottolinea il legame tra la Chiesa e l’Ordine, mentre gli attributi iconografici specifici di ogni figura guidano lo spettatore nell’identificazione dei personaggi e nel significato spirituale dell’opera. Sopra la tela, si trova un'ornamentazione pittorica in stile monocromo (tipico della grisaille) con un forte carattere simbolico: al centro della decorazione con uno scudo con una corona regale sovrapposta e il tipico emblema dell'Ordine Carmelitano, al suo interno la lettera M che rappresenta il Nome di Maria.

I due Putti ai lati dello stemma tengono per mano un cartiglio con l’iscrizione latina: "DECORI CARMELI ET ADVOCATA NOSTRA". La frase, scritta in eleganti caratteri classici, significa: "Ornamento del Carmelo e nostra Avvocata". Questo motto è un riferimento alla Vergine Maria, che nel Carmelo è venerata come "Fiore del Carmelo" e "Avvocata" dell'Ordine e dei suoi fedeli.

Ma adesso gentile visitatore ti invito a proseguire la tua visita.

La Terza Cappella a Sinistra, ospita, sopra l’altare con inserti marmorei, una pregevole statua lignea dorata di Sant’Anna con la Madonna Bambina, risalente al XVI secolo. La rappresentazione di Sant’Anna è di grande dolcezza e realismo. I dettagli dei volti e delle mani trasmettono una profonda tenerezza, mentre le vesti dorate esaltano la sacralità della scena. Sulle pareti laterali della Cappella sono poste due tele di autore ignoto. La decorazione a stucco con i due puttini laterali, la presenza di elementi floreali incorniciano la cappella, creando un senso di intimità e raccoglimento.

La Quarta Cappella a Sinistra è dedicata alla Madonna del Carmine.

La cappella presenta un altare marmoreo con sopra un elegante tabernacolo. Al centro della parete, incastonata in una cornice marmorea vediamo una tela della Madonna del Carmine. La Madonna è raffigurata con un abito chiaro con un manto azzurro, mentre il Bambino è vestito di bianco. La Vergine tiene in mano lo scapolare carmelitano, un elemento distintivo del culto legato ai Carmelitani.  Ai piedi della Madonna vi sono santi dell'Ordine Carmelitano, riconoscibili dai loro abiti. A sinistra, un monaco inginocchiato con il saio tipico dell'ordine riceve lo scapolare dalla Vergine. A destra, un altro monaco vestito con la tunica bianca e mantello scuro tiene in mano un bastone pastorale, indicando un'importante carica ecclesiastica. In basso si notano libri aperti, simbolo di dottrina e spiritualità. Sulle pareti laterali della Cappella sono poste due tele di autore ignoto dove stucchi e oro ne fanno da cornice.

Gentile Visitatore ti invito adesso a proseguire la visita verso L’altare Maggiore.

L’altare Maggiore è realizzato con marmi locali di diverse tonalità, creando un contrasto cromatico elegante e armonioso. Le superfici sono arricchite da intarsi geometrici e floreali, eseguiti con grande maestria.

Al centro dell’altare maggiore è posta una statua lignea della Madonna del Carmelo. Questo simulacro raffigura la Vergine che regge con la mano destra lo scapolare sabatino, simbolo di protezione e redenzione e con la mano sinistra sorregge il bambino Gesù. La statua, è caratterizzata da una delicatezza espressiva, con un’attenzione ai dettagli dei panneggi, è un’opera che invita alla devozione. Intorno alla statua, elementi dorati e stucchi raffinati amplificano l’effetto di luce e sacralità. Sopra l’altare, un timpano spezzato ospita figure angeliche che sembrano sorvegliare e proteggere lo spazio sacro.

Volgendo lo sguardo verso l’alto, dietro l’altare maggiore, la magnificenza del coro si staglia sulla parete. Un luogo concepito per il canto liturgico e la meditazione spirituale. L’organo, realizzato da La Grassa, è un capolavoro di artigianato tardo-barocco. Le canne dell’organo, disposte in modo simmetrico, si innalzano verso l’alto, creando un effetto visivo di grande imponenza. La cassa lignea che ricopre il piano del coro su cui è posto l’organo, fa anche da parapetto dove si innestano le grate realizzate secondo lo stile dei matronei. Tutta la struttura, è realizzata in legno intagliato e dorato, decorata con motivi floreali e angeli musicanti, sottolinea la funzione musicale dello spazio, che sembra sorretta dalle quattro colonne in stile dorico, affrescate sulla parete di fondo.

 Il pavimento dell’altare è in pietra locale, semplice ma elegante, e contrasta con la ricchezza decorativa del coro.

Le pareti dell’altare maggiore, sono decorate con affreschi monocromatici, attribuiti a Giuseppe Brusca, realizzati con la tecnica della grisaille seicentesca, attraverso pigmenti a base di carbone e calce che imitano il rilievo scultoreo. Questi dipinti, sono caratterizzati da un chiaroscuro drammatico, e da un sobrio ma espressivo gioco di luci e ombre, rappresentano figure di prelati e santi carmelitani, immerse in composizioni dinamiche con linee diagonali e gesti teatrali tipici del Barocco. Le figure, rese con precisione anatomica e panneggi elaborati, sembrano emergere dall’intonaco grazie a sfumature di grigio, che accentuano volume e profondità, mentre l’assenza del colore, oltre a creare un’atmosfera di raccoglimento austero, potrebbe alludere a un simbolismo spirituale legato alla Controriforma.

Continuando la visita, la prima cappella posta a destra dell’altare è dedicata al Santissimo Crocifisso.

Sopra l’altare rivestito di intarsi marmorei, all’interno della nicchia affrescata con lo sfondo di un tendaggio morbido con elementi penduli dorati, si staglia la statua lignea di un Crocifisso di autore ignoto databile al milleseicento.

La Seconda Cappella posta subito dopo, è dominata dalla tela di San Giuseppe che Sogna, un’opera che rappresenta il momento in cui l’angelo appare a Giuseppe in sogno. La Tela è Caratterizzata da tonalità calde e morbide, l’opera trasmette intimità e serenità. L’angelo è raffigurato con linee delicate, che contrastano con la robustezza di Giuseppe. La tela è incastonata in una cornice di stucco dorato, ornata con cherubini e motivi floreali.

La Terza Cappella a Destra è dedicata a San Elia, il profeta considerato uno dei fondatori spirituali dell’Ordine Carmelitano. La Statua rappresenta Sant’Elia in un momento di contemplazione, con il libro delle Scritture aperto, San Elia trasmette un senso di forza spirituale. La statua è scolpita in legno e dipinta con colori vivaci. Gli elementi iconografici, come il carro di fuoco e il manto profetico, sottolineano il ruolo di San Elia nella tradizione cristiana.

L’ultima cappella posta alla destra del portone di ingresso è dedicata a San Paolino. La statua, situata all’interno della nicchia incorniciata da stucchi dorati, è posta sopra l’altare ligneo dipinto con una decorazione marmorea, è un'opera scultorea di notevole qualità artistica e storica realizzata in legno scolpito. La figura di San Paolino è rappresentata vestita con abiti vescovili tradizionali, che includono una mitra sulla testa e il bastone vescovile nella mano sinistra, simbolo della sua autorità ecclesiastica.

Le cappelle laterali della Chiesa del Carmine sono un viaggio attraverso la devozione e l’arte sacra. Ognuna racconta una storia unica, legata alla fede e alla cultura di Carini, offrendo un’esperienza di bellezza e spiritualità. Ogni dettaglio – dalle statue alle tele, dagli stucchi agli affreschi – è un invito a riflettere e a immergersi in un mondo di grazia e maestria artistica.

Gentile visitatore, ti ringraziamo per aver visitato questo luogo e ti invitiamo a proseguire il tuo viaggio alla scoperta della storia e della architettura della città di Carini.

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